Percorso Imperdibile in Bici: Da Ponte d’Arno al Pratomagno

Estate piena, alternanza tra grande caldo, temporali e rovesci anche questa stagione volge al suo culmine.

Noi appassionati della bici non abbiamo altra alternativa che arrampicarsi sulle nostre montagne. Questo ci permette di pedalare al fresco evitando i pericoli di un traffico più sostenuto del solito, grazie anche ai numerosi cantieri presenti nel fondovalle.

Per ovviare al problema, stavolta proponiamo un giro bello tosto, che darà però grande soddisfazione. Giro tosto dicevamo. A meno che non siate particolarmente bene allenati ed abbiate una buona resistenza in salita, consiglio di prendersela con calma. Molto Meglio partire di prima mattina, programmare una bella pausa per mangiare e riposarsi in cima. Solo così potrete godere del fresco e del panorama. Nel primo pomeriggio poi, scendere con tutta calma a valle e rientrare.

Il giro è piuttosto lungo. Si parla di oltre 70 km e pure impegnativo con più di duemila metri di dislivello complessivo. Vi assicuro che ne vale la pena. Una volta in cima, la fatica scomparirà in un attimo. Partiamo da ponte d’Arno ed iniziamo subito percorrendo il tratto di ciclovia che va verso Stia. È un falsopiano a salire, giusto per scaldarsi un po’.

Arrivati a Secchieta le cose si fanno un po’ più semplici. La strada diventa un alternarsi di saliscendi dolci. Questi ci portano prima a costeggiare le pale eoliche e, poco dopo, in prossimità del Pratomagno. Superiamo il bivio che sulla destra porta in Valdarno. Dopo poche centinaia di metri su uno slargo troviamo un’area di sosta sulla sinistra. Inoltre, troviamo una strada ciottolosa sulla destra.

Quest’ultima porta ad un’altra area di sosta ai piedi del Pratomagno. Da qui si può raggiungere la vetta con la sua croce in ferro che sta lì a 1592 metri sin dal 1928. Consiglio di lasciare la bici e farsi a piedi il breve tratto che vi separa dalla cima. Infatti, sul percorso potrebbero esserci animali al Pascolo e magari si potrebbero spaventare vedendovi in bici. Da considerare poi che il sentiero è abbastanza stretto e ci saranno sicuramente diverse persone che lo percorrono a piedi.

Ancora una volta lo sforzo verrà alleviato dal panorama che spazia tra Casentino e Valdarno, oltre che dalla frescura. Potete decidere di mangiare qualcosa al sacco in cima, oppure se proprio siete affamati, scendere sulla strada principale ed approfittare del ristorante che si trova lì vicino. Una volta ben riposati e rifocillati è il momento di tornare a valle.

Una strada asfaltata vi porterà rapidamente a Quota e da qui sempre in discesa si andrà in direzione di Poppi. Poi si svolterà a sinistra prendendo la SR70 in direzione Firenze. Dopo pochi km eccoci al punto di partenza. Purtroppo, questo ultimo tratto abbastanza trafficato ancora non può essere evitato. Questo poiché la Ciclovia dell’Arno è in fase di ultimazione e non può essere percorsa.

Giro faticoso che richiede molto tempo, da farsi con tutta la calma del mondo per apprezzare a fondo la bellezza del nostro territorio. Nonostante lunghi tratti in asfalto è necessario disporre di una Gravel o di una MTB, buona parte del percorso è costituita da sterrati. Credo proprio che, dopo un giro così, una volta arrivati a casa avrete solo voglia di una bella doccia e tanto riposo. Magari addormentandosi cullati dalle immagini di una splendida giornata immersi nella natura.

Caratteristiche Percorso:

Distanza                                 43 km
Fondo                                      Asfalto/Sterrato/Ciclabile
Bici                                            MTB/Gravel
Difficoltà                                  Impegantivo
Tempo necessario            2 ore e 50 minuti
Dislivello                                  1000 m
Pendenza max                   10 % a salire 18 % a scendere
Adatto ai bambini              NO


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