Il Casentino oggi: itinerari sulle tracce delle novelle

Il legame tra le novelle di Emma Perodi e il territorio del Casentino è talmente profondo che ancora oggi si traduce in percorsi, itinerari e luoghi che permettono di entrare dentro quelle storie senza doverle cercare altrove.

Non è un richiamo costruito, ma qualcosa che appartiene al territorio stesso.

Luoghi come il Castello di Poppi, la Pieve di Romena, le foreste e le pievi disseminate nella valle non sono semplici riferimenti geografici, ma parti attive di un immaginario che continua a esistere. Attraversarli significa entrare in una dimensione in cui il racconto non è separato dallo spazio, ma ne fa parte.

A Stia, ad esempio, il Parco della Fiaba costruisce un collegamento diretto tra scrittura e territorio, permettendo di ritrovare personaggi e atmosfere che non restano confinati nella pagina. Eventi, letture e iniziative diffuse nella valle mantengono vivo questo rapporto, senza trasformarlo in qualcosa di artificiale.

Le Novelle della nonna non sono solo un’opera letteraria, ma un modo di leggere il territorio.

La loro forza sta nella capacità di tenere insieme dimensione fantastica e realtà, trasformando il Casentino in uno spazio in cui ogni elemento — un bosco, una pietra, una casa — può diventare racconto. Non c’è separazione tra ciò che è reale e ciò che viene immaginato, ma una continuità che rende tutto più leggibile.

Ancora oggi, percorrere questi luoghi significa muoversi dentro quella stessa dimensione.

Borghi come Poppi, Bibbiena, Romena, Stia, Pratovecchio e Castel San Niccolò mantengono un equilibrio che non è solo estetico, ma strutturale. I castelli, le pievi, le torri non sono elementi isolati, ma parti di un sistema che si è costruito nel tempo senza perdere coerenza.

A Poppi, la presenza della rocca continua a definire il borgo senza schiacciarlo. A Bibbiena, il rapporto tra centro storico e vita quotidiana resta leggibile. A Romena, il silenzio e lo spazio aperto costruiscono una dimensione diversa, più essenziale. Stia e Pratovecchio, porte delle Foreste Casentinesi, introducono invece un rapporto diretto con la natura, che resta uno degli elementi più forti del territorio.

I boschi, che nelle novelle erano luoghi di mistero, oggi sono attraversati da sentieri e percorsi che permettono di viverli senza perderne il carattere. Le pievi e i castelli, spesso restaurati, ospitano eventi e attività che tengono insieme storia e racconto, senza separarli.

Il Casentino, in questo senso, non è cambiato.

Si è trasformato, ma senza perdere quella dimensione sospesa che rende possibile questo tipo di lettura. Le storie di Emma Perodi non sono rimaste nel passato, ma continuano a funzionare perché il territorio le sostiene ancora.

E forse è proprio questo il punto.

Non è necessario cercare le novelle.

Basta attraversare il Casentino perché tornino.


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